Da partito di movimento a movimento che fa partito. Base popolare è la conseguenza naturale della capacità innata che, insieme, decani e nuove leve, abbiamo di mettere tutti al centro. Siamo quelli aperti a una società inclusiva, quelli che non amano gli estremismi, quelli che vogliono una sintesi di principi e valori fondata su un partito dinamico e giovane, ma soprattutto che guarda al presente, all’oggi, forte delle esperienze passate e di uno sguardo oltre.
Nel quadro stantio che offre la politica contemporanea, ferma agli slogan e slegata dalla realtà, occorre muoversi e camminare insieme, non domani, ma adesso.
Siamo per risolvere le questioni e non per crearle, rifuggiamo dalla politica oltranzista, dai bracci di ferro che avvelenano l’aria e i buoni propositi.
Vogliamo e dobbiamo crescere ancora, che vuol dire essere ancor più radicati nel territorio. Non siamo una forza moderata, o meglio una delle tante, siamo proprio La Forza moderata.
Siamo uno spazio di convergenza e condivisione, una piazza aperta a tutti, ancora di più a chi dalla politica ha preso le distanze.
Non possiamo permettere che la disaffezione contagi anche chi, principalmente i giovani, ha l’opportunità e il diritto di riprendere coscienza del proprio ruolo civico e sociale.
I temi sono tanti, cambiano come cambia il presente. Il mondo ha bisogno di essere capito, seguito. Non devono spaventare le nuove tecnologie, non devono prevalere i conflitti sul dialogo.
Una vera forza attrattiva non può prescindere dai temi quale la questione del Sud, la famiglia, la scuola, il lavoro, l’ambiente inteso come nuovo specchio di un’evoluzione che nasce dal basso, dalle esigenze spaziali, fisiche e mentali che ciascuno di noi sviluppa come essere unico, diverso da tutti gli altri ma proprio per questo al centro di una rivoluzione culturale etica, trasparente e collettiva.
I valori irrinunciabili restano quelli che ci connotano da sempre come la maggiore forza propulsiva moderata, ovvero la stabilità di governo, che passa necessariamente per una riforma della legge elettorale che ricolleghi il cittadino alla preferenza singola, il dialogo e l’ascolto con e degli stessi cittadini. E poi ancora i valori identitari di un Paese che ha forza, idee, donne e uomini capaci di stupire il mondo, ma che ha bisogno di vitalità, unità, determinazione e rinnovato entusiasmo per le proprie prerogative. Il Sud va incentivato come risorsa di un’economia competitiva basata su una riforma infrastrutturale, su politiche sociali che non lascino nessuno indietro, sulla dedizione al lavoro, e sulla riconquista della considerazione e del giusto rispetto da parte dell’Europa.
Per raggiungere tali obiettivi c’è un primo passo da compiere, alludo al ripristino della più potente forza espressa in democrazia: un voto popolare che sia realmente tale, una nuova piattaforma fatta di persone, per costruire un’ossatura politica in grado di mostrare i muscoli, per l’appunto, una Base Popolare per l’Italia e per l’Europa.
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